MEMORIA TECHNICA (spring, summer, autumn, winter), analogue film exposures made at Sognsvann in Oslo, Norway 2015, scanned and digitally manipulated into a series of monolithic images. Artist-proof prints, 90,64 x 180 cm, sponsored by Epson Europe 2017 exposed at the Oslo Art and Fashion Festival, archival ink vellum prints, 63 x 197 cm (framed 75 x 209 cm), in Naples, Italy, 2025. The vellum prints were made for the way they will age over time. The translucence of the vellum will transform into a soft yellow, and the black ink into Terra di Siena, a reddish pigment evocative of terrain. Memoria Technica imagines the paradoxical concept of eternity. The monolithic mirrored landscapes perform as markers of chronoception — the brain’s subjective perception of time passing — while portraying the four seasons at a scale mirroring the human body. The artistic choices reference relationships between the earth, magnetic resonance imaging of human breathing, and ancient long form scrolls as a secular version of the Shroud of Turin.
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These monoliths are part of the Virtual Material body of work.
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MEMORIA TECHNICA (primavera, estate, autunno, inverno), riprese analogiche realizzate a Sognsvann a Oslo, Norvegia, nel 2015, scansionate e manipolate digitalmente in una serie di immagini monolitiche. Stampe d’artista, 90,64 x 180 cm, sponsorizzate da Epson Europe 2017, esposte all’Oslo Art and Fashion Festival; stampe su pergamena con inchiostro d’archivio, 63 x 197 cm (incorniciate 75 x 209 cm), a Napoli, Italia, nel 2025. Le stampe su pergamena sono state realizzate tenendo conto del loro invecchiamento nel tempo. La traslucenza della pergamena si trasformerà in un giallo tenue, e l’inchiostro nero in Terra di Siena, un pigmento rossastro che evoca il terreno. Memoria Technica immagina il concetto paradossale di eternità. I paesaggi monolitici specchiati fungono da indicatori della cronocezione – la percezione soggettiva del tempo da parte della mentre ritraggono le quattro stagioni in una scala che rispecchia il corpo umano. Le scelte artistiche fanno riferimento alle relazioni tra la Terra, la risonanza magnetica del respiro umano e gli antichi rotoli di cartapesta, una versione profana della Sindone di Torino.
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Questi monoliti fanno parte del corpus di opere Virtual Material.
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